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CIVITAVECCHIA OGGI E DOMANI

Civitavecchia, porto del Mediterraneo, questa la sua vocazione. La sua posizione geografica la pone al centro della penisola, equidistante da Genova e Napoli. Il suo entroterra puo' svilupparsi senza limiti di ampiezza. Merci, ma sopratutto passeggeri transitano e transiteranno sui suoi moli. Attualmente 2,500,000 persone, ma destinate a crescere. Questi sono i numeri del suo potenziale turistico.
Le bellezze e la storia del suo entroterra vengono escluse dai flussi turistici per essere diretti verso Roma.
Un tesoro si nasconde nel suo sottosuolo, le acque termali, attualmente poco utilizzate.
L'architetto Mario Bracci-Devoti candidato nella lista di Francesco Cappellani, e' stato il fondatore ed il presidente dell'associazione LE MASSE DI SAN SISTO, La struttura termale sorta dal nulla alle porte di Viterbo e divenuta in pochi anni la localita' termale piu' nota. La sua scesa in campo come candidato vuole portare la sua esperienza professionale nel termalismo a Civitavecchia. Le centinaia di migliaia di visitatori hanno trasformato un'area abbandonata al degrado in un oasi termale che ha prodotto centinaia di posti di lavoro nelle strutture ricettive sorte all'intorno. Ecco come si puo' immaginare lo sviluppo di una citta' che ha così tanto da offrire. La valorizzazione del territorio nel rispetto e nello sviluppo delle sue unicita' è l'unica via da seguire. Alberi e paesaggio al posto del cemento. Una svolta coraggiosa che non intende inibire lo sviluppo edilizio, ma solo renderlo piu' vivibile.
Membro della commisione della presidenza del consiglio sulla mobilita' di Roma durante il Giubileo, ha ipotizzato un progetto di trasporto veloce tra Civitavecchia ed Orte passando per Viterbo. Il tratto, di facile realizzazione grazie alla sua orografia, permetterebbe la creazione di un SISTEMA economico di grande impatto, PORTO-INTERPORTO.
Ecco due punti del programma che l'architetto Mario Bracci-Devoti s'impegna a proporre e difendere se sara' eletto. Il futuro nelle nostre mani, rimbocchiamoci le maniche.